“C’era una volta…” ovvero l’Arte di raccontare le storie
26 Mar

Ti sei mai chiesta come mai da bambina prima di addormentarti  ti raccontavano delle novelle della buona notte? O, per scomodare qualcuno di più Grande, Gesù per diffondere i suoi insegnamenti, raccontava delle Parabole?

Semplice. In entrambi i casi, si approfitta della straordinaria potenza delle storie per raggiungere in modo veloce e coinvolgente le emozioni di chi ascolta.

Questo cosa c’entra con te?

Perchè anche tu, per far crescere la popolarità del tuo Brand e acquisire la fiducia del cliente (sia che tu lo debba trovare o che fidelizzare) devi fare lo stesso: solo tu, queste “storie” le devi scrivere!!!

Ognuno di noi ha una storia, la tua Azienda ha una storia, fatta di successi e difficoltà: hai esperienza da raccontare e sogni da raccontare.

La condivisione delle tue storie oggi la puoi e la devi fare grazie al web: è uno strumento potentissimo che ti permette di raggiungere in un solo momento milioni di persone

Sto parlando del Digital Storytelling, ovvero scrivere  storie nel tuo blog, sul tuo sito, sui social  o nelle email, in modo da sembrare  più “reale” agli occhi di chi ti legge.

Siamo sopravvissuti grazie alle storie. Ci evolviamo grazie a loro e attraverso di loro. Raccontiamo storie da ricordare, per ricordare da dove veniamo e dove sta andando la nostra società.

Gli aspetti principali dello Storytelling sono:

  • la struttura
  • lo scopo e/o la funzione
  • la verosimiglianza

Ma per raccontare storie, non basta il fatto di avere qualcosa da dire.

È necessario creare storie che affascinano chi legge.

Ci sono storie che vengono raccontate con il semplice scopo di divertire e altre che hanno lo scopo di difendere un punto di vista e portare il lettore a fare lo stesso.

Nel Marketing,lo Storytelling si riferisce principalmente a questo secondo tipo di storia.

Per creare una storia che tenga conto di questo obiettivo, segui questi 5 passi:

  1. Inizio: descrivi il/ i protagonisti e come sono arrivati da te.
  2. Il contesto: parla del problema o della  sfida che ha il tuo protagonista e cerca di fare riferimenti alla quotidianità e ai danni/disagi che questo problema gli crea ogni giorno.
  3. La tua Soluzione: cosa hai fatto tu per lui per risolvere il suo problema
  4. Il finale:rappresenta il culmine della storia, dove tu descrivi come è cambiata la vita del protagonista grazie a te
  5. La morale, che serve a rafforzare il legame creato dalla storia.

Ricordati sempre di raccontare in maniera semplice e suscitare l’interesse del pubblico.

Come anticipato, uno degli aspetti fondamentali di uno Storytelling efficace è la verosimiglianza sia dei personaggi che della narrazione.

Qualcosa è credibile quando appare vera.

“Ma se io non ho storie da raccontare?”

Non ci credo!! Avrai sicuramente delle storie di successo di clienti che sono venuti da te e hanno risolto un loro problema…ma se proprio proprio non ti viene in mente…ricorda:

Non importa che sia qualcosa di reale o realmente accaduta. Deve essere possibile.

Deve essere una storia in cui chi legge si identifica.

Infatti, l’elemento fondamentale dello Storytelling nel Marketing è sapere raccontare la TRASFORMAZIONE che il protagonista è riuscito a raggiungere grazie a te e come tu sia diventata il suo Eroe!!

Gli argomenti delle tue storie? Concentrati principalmente sui risultati che riesci a dare al cliente: e soprattutto, sui modi diversi con cui ci riesci rispetto alla tua concorrenza, ovvero racconta la tua DIFFERENZIAZIONE.

Inizia Storytelling nella tua strategia di marketing cominciando da qualcosa di semplice, chiaro ma estremamente utile per chi legge.

 

La  Grande Bugia delle Parole che Ti Fanno Vendere
19 Mar

Ci sono metodi talmente metodi che ti dicono loro le frasi da dire per vendere.

Ma ti ci vedi a ripetere come un pappagallo la storiellina a memoria?

Ti riesce?

Ti dà risultati? Sì?

Non ci credo.

E se la cliente ti risponde qualcosa che sul manualino non c’è cosa fai?

☝ Ti senti a tuo agio con la filastrocca?

Ti immagini la cliente quando hai fatto la tua vendita e provi a rivendere ancora una, due, tre volte e ti metti lì a cantare la filastrocca?

Dai ammettilo che ti senti un pochino ridicola, ammettilo che non ci credi, ammettilo che tanto non lo fai.

Sai cosa penso?

Questi metodi siano degli sviluppatori dei seguenti 4 virus  :

– INSICUREZZA…sì perché se non ti riesce e non vendi, quando c’è la gara da bar a chi ottiene più risultati, ti senti inadeguata e fuori luogo e pensi che se per le altre funziona e per te no, quella sbagliata sei tu.

Vuoi sapere la verità?

Neanche alle altre riesce, solo che non hanno il coraggio di dirlo. Tu sei l’unica che dice la verità, il 99% di chi viene informata con queste puttanate non le usa.
Ho conosciuto molte tue colleghe che avevano imparato a ripetere a memoria la filastrocca, solo che non la usavano mai perché si sentivano stupide.

Morale?

Non vendevano.

– PAURA: paura di essere inadeguata, paura di non riuscire, paura di non saper gestire le obiezioni, paura di sbagliare, paura di non ricordarsi qualche passaggio della filastrocca, paura di non vendere.

– INCAPACITA’ DI SAPER TROVARE SOLUZIONI: incapacità di sapere cosa fare se la cliente fa obiezioni, incapacità di saper trovare altre risposte, incapacità di capire se è il T.U.O. Cliente (Ti Ubbidisce Ognivolta), incapacità di dare costanza ai tuoi guadagni, incapacità di fare utili.

– DIPENDENZA DALLA PAROLE: e se non funzionano? Chi se ne frega.

Io la filastrocca l’ho detta!
Non funziona così:ti devi liberare dalla dipendenza di queste frasi costruite, uguali per tutti. Altrimenti sei dipendente di fattori esterni che non ti permettono di sviluppare la tua capacità di fare l’azienda e di guadagnare.

Sai cosa succede? ✘

– Succede che se la filastrocca non funziona tu non fai sforzi, ti blocchi. Dipendenza.
– Succede che la filastrocca ti impedisce di migliorarti
– Succede che la tua professionalità va a farsi friggere
– Succede che la cliente non ti prende sul serio già dalla seconda volta che gliela ripeti
– Succede che ciò che ti hanno venduto per infallibile (e tu te la sei bevuta), è fallibile, eccome se fallisce e con questo fallimento fallisce il successo della tua azienda.

È questo che vuoi?

Non credo. Vuoi sapere cosa fare? ✔

Applica le 7+1 Verita’ della Vendita

Farlo ti porta a:

– Sviluppare la tua Professionalità
– Far venire da te il T.U.O. Cliente tutti i mesi dell’anno
– Rendere il T.U.O. Cliente responsabile della sua “salute estetica”

Come? ✌

  • Individua il T.U.O. Cliente (quello che i santoni del marketing chiamano target)
    • Fagli capire in cosa tu sei speciale per lei (differenziati)
    • Risolvi tutti i suoi bisogni e sii sempre presente e competente.

Le 7+1 Verita’ della Vendita ✌

➊ Consulenza personalizzata (minimo 45 minuti): CheckUP
➋ Impegno del T.U.O. Cliente (dopo la prima fase intensiva e’ OBBLIGATORIO il mantenimento)
➌ Fiducia del T.U.O. Cliente (se non per caso non ce l’avesse, neanche si comincia)
➍ Patto di durata nel tempo (funziona fino a quando lo fai, altrimenti non funziona…mica ti lavi 3 mesi l’anno…ti immagini il puzzo?)
➎ Garanzia sui risultati soddisfatti e rimborsati
➏ Prove di clienti che hanno già ottenuto risultati (foto, testimonianze)
➐ Appuntamenti già fissati in agenda (risparmio tempo, garanzia di impegno e volontà)

7+ 1: Senza prodotti a casa non si va da nessuna parte…ovvero neanche si inizia.

Lo so, sono stato molto schematico: l’ho fatto volutamente, perché in un post non posso e non riesco a svelarti tutto!!!

Le Web Agency non risolveranno i tuoi problemi..anzi…
15 Mar

Hai il sito internet? La pagina Facebook o il profilo Instagram e  non sei soddisfatta dei risultati?

Confessalo: ti aspettavi di più da internet. Bene, tieni presente che non è colpa del Web!

Molti “addetti” del web, ovvero le Web Agency (per non parlare di quelli che pensano che basti fare qualche corsetto online per improvvisarsi esperti!!) ti danno/utilizzano degli strumenti come se fossero delle soluzioni e, dall’altra parte, molti imprenditori decidono arbitrariamente che l’uno vale l’altro; si tratta di due termini molto differenti tra loro.

Quello che voglio dirti è che lo strumento è un mezzo da utilizzare, mentre quello su cui ti devi concentrare è la soluzione, ovvero la strategia per risolvere un problema o arrivare ad un risultato.

Se il tuo scopo è attirare nuovi clienti interessati ai tuoi trattamenti/servizi, l’avere ad esempio  un sito aziendale ultra tecnologico, iper-mega figo, non sarà sufficiente per risolvere il tuo problema.

Devi stare attenta a non confondere il risultato che vuoi ottenere con lo strumento che pensi di dover avere.

Guadagnare nel Beauty è fuori dal circuito delle Web Agency, dopo averne sperimentate 3 e non voglio che tu perda tempo nel fare lo stesso.

Quelle che abbiamo incontrato, ci hanno lasciato l’amaro in bocca per la scarsità della visione d’insieme e di un vero e proprio progetto..spesso tanta approssimazione.

Ecco cosa è successo:

1) Spesso non esisteva un ambiente di test, da poter condividere, in modo tale da vedere i progressi del lavoro: ci veniva fatto vedere il lavoro finito.

2) 9 volte su 10 eravamo noi a proporre strategie di acquisizione clienti

3) Si sono interessati poco a “studiare” la nostra realtà: pensavano infatti di poter replicare soluzioni che magari erano state vincenti per un’Azienda su di noi, tralasciando il particolare che il mercato di oggi prevede che il tuo messaggio sia costruito su misura sul tuo pubblico e non su quello di un altro

4) Non sapevamo perchè una strategia funzionasse o meno perchè non veniva fatta la parte fondamentale di un’iniziativa: il controllo dei numeri e dei dati

Mi fermo qui, non perchè abbia finito: voglio tornare un attimo al punto 3.

Ogni tanto qualche tua collega mi dice che si fa seguire per la parte Facebook/Instagram da un freelance, chiamamola Maria, magari perchè un’altra sua collega si è trovata bene.

Ecco…“ho viste delle cose che voi umani” (cit. film Blade Runner): in particolar modo “contenuti” tutti uguali perchè tanto sono entrambe estetiste e hanno il centro a km di distanza.

Ti ribadisco: non funziona così. Il segmento di pubblico che devi andare a conquistarti in questo mercato non è uguale a quello di nessun altro.

Ti è mai stato domandato da questi “tecnici” chi è il tuo pubblico, cosa gli interessa, cosa guarda in tv, cosa non sopporta..? Queste sono tutte informazioni fondamentali per costruire i tuoi contenuti, non basta mettere una foto più o meno carina e una frasina motivazionale o promozioni con scontistiche.

Il cliente va educato                                                                                                                               

Riassumendo: SE NON SEI SODDISFATTO DEI RISULTATI OTTENUTI  SU INTERNET, PROBABILMENTE DEVI CAMBIARE STRATEGIA = SOLUZIONE e ripartire da lì, non da un’altra Web Agency.

Conoscere è necessario per decidere. Comprendere quello che i professionisti ti propongono è il primo passo verso l’autonomia.

Non si tratta di diventare web designer o esperti di web marketing, ma di essere in grado di gestire liberamente e coscientemente la comunicazione della tua attività, di aumentare il ritorno dei tuoi sforzi, di aprirti nuove possibilità.

COME FARE per avere la STRATEGIA VINCENTE=TUOMetodo per il tuo Centro?

Esiste TUOMetodo, il metodo cucito su misura per te, che ti permette di Pianificare la tua Strategia.

Passa da:

  • Identikit del TUO Cliente, quello che Ti Ubbidisce Ognivolta
  • Costruzione della tua PROPOSTA IRRESISTIBILE
  • Pianificazione del Tuo Funnel: il progetto step by step per l’acquisizione e fidelizzazione del T.U.O. Cliente–> DA ZERO A FEDELE PER SEMPRE
  • Far diventare il cliente TUO Messaggero nel mondo

Non appena un potenziale cliente in target entrerà in contatto con te, non potrà far altro che acquistare senza battere ciglio.

Solo dopo aver pianificato tutto questo, ha senso pensare agli strumenti, perchè altrimenti:

  1. Rischi di buttare via un sacco di soldi perchè non sai a chi rivolgerti, come rivolgerti, cosa è giusto proporgli
  2. Anche ammesso che riesci a fare entrare clienti nuovi grazie ad “una botta di c..”, poi dopo non sei in grado di svilupparli e fidelizzarli, quindi non solo hai buttato via un sacco di soldi, ma anche un sacco di tempo e di energie
Come 2 Frecce ti fanno aumentare il Guadagno del 30% fin da subito
05 Mar

Se pensi che fare Marketing significhi SOLO Fare Nuovi Clienti..mi dispiace dirtelo ma non hai capito proprio un bel niente!!!!

E ancora..se pensi che sia la prima azione di cui necessita il tuo Centro..stai sbagliando ancora una volta.

Per arrivare al traguardo che ti ho promesso nel titolo di questo articolo, devi lavorare sui tuoi clienti attuali e su quelli che per qualche motivo non frequentano più il tuo Centro da tempo.

Questo perchè sia in termini di ROI (ritorno di Investimento..ovvero ad esempio quanti soldi investi nelle tue campagne online e offline) che di tempo impegnato è sicuramente più veloce e più redditizio.

Sono clienti che hanno acquistato o che stanno acquistando da te, che hanno deciso di fidarsi di te, che conoscono il tuo Centro: non meno importante, li hai già “convinti” almeno una volta che sei la scelta migliore rispetto alla concorrenza.

In questo articolo mi concentro principalmente sui clienti attuali.

Il Segreto dell’aumento di fatturato quasi istantaneo si concentra su 2 punti essenziali:

  1. Incrementare la spesa del T.U.O. Cliente, quello che Ti Ubbidisce Ognivolta;
  2. Aumentare la frequenza con cui Acquista da te

Qualsiasi delle due soluzioni scegli di utilizzare (in realtà dovresti utilizzarle tutte e due..ma se ti viene più semplice parti da una), devi conoscere alcuni dati fondamentali:

  • Quanto devi incassare tutti i mesi non solo per fare pari con le spese: quindi uno stipendio degno di un’Imprenditrice, Utili e Accantonamenti;
  • Qual è la spesa media del T.U.O. Cliente (per arrivare a questo dato,se non ha una spesa costante, basta che prendi quanto acquista da te in un mese e lo dividi per le volte che è entrato nel tuo Centro nello stesso mese)

Ti renderai subito conto che la spesa media del T.U.O. Cliente non  è sufficiente al raggiungimento dell’obiettivo mensile del tuo Centro.

Dividere i tuoi clienti in gruppi (quelli bravi, quelli che dicono di essere dei Guru del Marketing,userebbero il verbo segmentare!!), basati sulla fascia di spesa, ti serve perchè ti permette di fare Marketing Specifico e Non Uguale per Tutti!!

Dividere i tuoi clienti in gruppi ti permette di creare delle offerte di Upsell e Cross Sell.

Ci sta che tu ne abbia già sentito parlare: voglio renderti il più semplice possibile il loro significato in modo che tu possa applicare queste due strategie, SOLO dopo però che hai fatto la divisione di cui ti ho appena parlato.

Upsell : significa far acquistare al T.U.O. Cliente la versione più “costosa” del tuo Trattamento/Servizio/Prodotto, la versione Luxury, la versione + completa. E’ quello che capita anche a te ad esempio quando vai ad acquistare una macchina e chissà come mai, alla fine, la prendi con degli optional che nel modello base non c’erano…quindi SPENDI DI PIU’!!  Ecco perchè la freccia che va verso l’alto!

Cross Sell : significa far acquistare al T.U.O. Cliente qualcosa di “coordinato” rispetto all’acquisto che sta facendo o che ha già fatto. L’esempio classico, sicuramente più femminile, è quello di quando entri in un negozio di abbigliamento perchè hai visto quel paio di pantaloni in vetrine e ….. chissà come mai, quando esci, nella busta, non solo trovi i pantaloni, ma anche una camicia e un golf! Ecco perchè la freccia che va in orizzontale!

Aumentare la spesa del T.U.O. Cliente è l’azione che devi fare nell’immediato perchè lavori su Trattamenti/Servizi/Prodotti che hai già (non devi quindi andare sempre all’affannosa ricerca di qualcosa di nuovo) e su Clienti che ti già ti conoscono e che hanno deciso di darti fiducia.

Quello che hai appena letto è uno degli Step di TUOMetodo, il Metodo Completo e Cucito su Misura per te e la tua Azienda, che ti permette di Acquisire e Sviluppare il T.U.O. Cliente per far crescere costantemente i tuoi guadagni.

Basta con l’Illusione delle MaxiSedute
27 Dic

Sembra proprio che alcune estetiste abbiano le idee confuse e che stiano andando nella direzione opposta a quella che ha preso il mercato.

Ora ti spiego di cosa sto parlando.

Anni di esperienza sul campo mi hanno insegnato che la pelle ha un suo modo di ragionare…ma questo sicuramente lo sai già anche tu!!

Quando sei in cabina ad eseguire un trattamento o in fase di CheckUP e vedi un problema da risolvere (tu chiamalo se vuoi…INESTETISMO!!), sai che quel problema è il  segnale di deficit e/o di squilibrio dei meccanismi di funzionamento della pelle: per questo motivo si formano la cellulite, gli accumuli adiposi, le rughe, la disidratazione, il rilassamento cutaneo.

Qual è la direzione che ha già preso il mercato dell’estetica nell’offrire la soluzione del problema?

Dare IL MIGLIOR RISULTATO NEL MINOR TEMPO! Il tempo nella scelta della soluzione da parte del cliente gioca un ruolo fondamentale.

La nostra cliente si rivolge al medico perché entra nel suo ambulatorio con le rughe ed esce senza rughe, forse con un piccolo ematoma, ma le rughe non ci sono più!

L’ematoma si assorbe e il dolore dura poco, la cliente ha il massimo risultato nel minor tempo.

Veniamo a noi.

Scrivo nel libro “L’Estetista di Successo”:

“Nel caso di percorsi medio-lunghi, il tuo obiettivo primario nella diagnosi estetica deve essere quello di studiare un percorso che attraverso le varie azioni previste permetta di ottenere dalla pelle il massimo biofeedback nelle prime 6 sedute. Durante il percorso estetico, uno dei tuoi compiti prioritari, trattamento dopo trattamento, è quindi l’osservazione attenta del biofeedback della pelle in seguito alla stimolazione ricevuta, qualsiasi essa sia, manuale, cosmetica o tecnologica.”

Il concetto nuovo che propongo nel libro è quello dell’importanza essenziale per l’estetista di osservare nei trattamenti la risposta (feedback) naturale (bio) della pelle alla stimolazione che riceve.

Ora viene il bello: la pelle non ama le GRANDI ABBUFFATE!

Cosa intendo per grandi abbuffate???

GRANDI ABBUFFATE = MAXI SEDUTE, ovvero quelle sedute che durano dalle due ore in su!!!

La pelle non sopporta di essere sottoposta ad uno stress, soprattutto continuativo! La pelle non è in grado di dare una RISPOSTA NATURALE POSITIVA alla stimolazione se è bersagliata da più messaggi contemporaneamente! Tanto peggio se sono messaggi che le comportano un lavoro impegnativo e diversificato.

Sei davvero sicura che portare sotto stress la pelle con sedute interminabili “multimessaggio” sia il modo GIUSTO per differenziarti e per garantire alla cliente il MASSIMO RISULTATO NEL MINOR TEMPO?

E non mi dire che poi dai il tempo alla pelle di riprendersi perché la distanza tra le sessioni è di 2 settimane: è come se mi stessi dicendo che per il corpo avrebbe un effetto positivo se ogni 2 settimane avessimo un pranzo di Natale.

Non so te, ma io già a Capodanno ho la nausea nel pensare al cibo! E chi mi conosce sa quanto questo possa essere incredibile.

Ti svelo il  VERO SEGRETO: la modalità più efficace per costruire un percorso estetico è quella di scegliere i trattamenti che danno uno stimolo funzionale selettivo alla pelle.

Il tuo compito è identificare qual è lo stimolo più efficace da dare alla pelle nelle prime 6 sedute per conquistare il T.U.O. Cliente per sempre!

Non servono magie!

Non serve seguire il Verbo del Guru!

Non servono sedute interminabili!

Ti parlo col cuore: usa la testa, mettila insieme alla tua esperienza e alla tua intuizione. Allora sì che potrai DAVVERO proporre una soluzione unica ed esclusiva e sbaragliare la concorrenza.

Se vuoi sapere come costruire un “PERCORSO PER SEMPRE” e quali passi seguire per identificare nel modo corretto gli inestetismi, non perdere il libro L’ESTETISTA DI SUCCESSO.

Lo puoi acquistare qui: https://www.guadagnarenelbeauty.com/shop/

La Ros, la Beauty Coach di Guadagnare nel Beauty

 

Scopri come Avere Nuovi Clienti con Facebook
28 Ago

Quante volte ti chiedi durante la giornata di lavoro COME FACCIO A FARE NUOVI CLIENTI?

E’ uno dei dilemmi quotidiani di ogni imprenditore. Vale per te che se alla guida di un centro estetico o di un salone di acconciatura e che hai a che fare ogni giorno con tante persone ma vale anche per chi ha un’attività online e vende attraverso uno spazio virtuale .

Alla base di tutto, RICORDA, c’è una SPECIALIZZAZIONE e una PROFESSIONALITÀ che il cliente TI RICONOSCE.
Puoi passare ore, giorni o anni a spulciare qualsiasi manuale di marketing possibile e immaginabile. Puoi adottare qualsiasi strategia, ma se lavori male o non sei in grado di trasmettere il VALORE del TUO LAVORO, le speranze di FARE NUOVI CLIENTI e FIDELIZZARLI sono pari a 0 (ZERO) .

In un mondo in cui tutti vivono con lo smartphone acceso 24H e sempre in mano… Utilizzare una strategia vincente sui social network, in particolare su FACEBOOK, è indispensabile per far sapere al mondo che esisti. E se ci riesci anche a trasmettere dei contenuti di qualità (lo stesso vale anche per le immagini che proponi) e che vale la pena di leggere.
Avrai molte più possibilità di fare nuovi clienti.
FACEBOOK, il re dei social network, ti permette oggi di arrivare vicino ai tuoi clienti come nessun altro strumento di comunicazione è in grado di fare .

Ad esempio :
– Ti permette di ascoltare i tuoi clienti e di dargli ciò che stanno veramente cercando.
– Ti dà la possibilità di interagire in modo diretto “umanizzando” il tuo marchio, di riconquistare un cliente insoddisfatto e coinvolgere dei nuovi potenziali clienti.
– Ti aiuta a mantenere vive le relazioni con i tuoi clienti, ricordando loro che ci sei (fidelizzazione).
– Ti permette di entrare in contatto con migliaia di potenziali nuovi clienti grazie a pubblicità e la “sempreverde” passaparola.

Non dimenticare però alcune REGOLE DI BASE.
DEVI ovviamente AVERE UNA PAGINA FACEBOOK  attiva, se ancora non ce l’hai.
Meglio se hai il sito aziendale (in questo caso avrai ancora più autorevolezza agli occhi del cliente). Se la tua pagina è ben indicizzata su Google = Sei ai primi posti nel motore di ricerca più importante e cliccato da tutti gli utenti (quindi hai una garanzia in più di essere cercata per la prenotazione un appuntamento!).
Ma tutto ciò non BASTA! 

Il bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti ogni giorno ha cambiato RADICALMENTE le abitudini di tutti gli utenti (questo vale anche per quelle fasce di età più avanzata che generalmente è più restia ad utilizzare questi strumenti).
Complice l’avvento degli smartphone (IPHONE in testa, ovviamente) l’attenzione degli utenti si è ridotta drasticamente.
Secondo uno studio di Microsoft (il padre di Windows!) siamo passati da un’attenzione media di 12 secondi nel 2000 a quella attuale di 9 secondi, con prospettive in picchiata negativa nel 2020 .

Questo vuol dire che un utente visiona una pagina di un sito o un contenuto su Facebook solo per pochi MALEDETTI ISTANTI (ci rimane solo se è veramente interessato)!
QUINDI POCO INTERESSANTE = SICURAMENTE SCARTATO
E questo vale anche per il tuo sito o per la tua pagina FACEBOOK .
Ovviamente adottare una strategia EFFICACE è indispensabile per aver un ritorno concreto.

Un’altra grande sfida che oggi hanno di fronte le piccole e le medie imprese, proprio come la tua attività, è quella di cercare di avere un approccio più UMANO con gli utenti (ma non è indispensabile piacere a tutti!).
E’ fondamentale che nella strategia su FACEBOOK tu riesca ad abbinare contenuti interessanti (magari raccontare alcuni trattamenti specifici che fai solo tu all’interno del tuo centro) ma intervalli la programmazione con qualche immagine di vita vissuta.
Pausa caffè? Un incontro speciale con una cliente? La riunione con le tue colleghe?
Sì, soprattutto immagini poco formali. Questo stimolerà ancora di più l’interazione con gli utenti che ti seguono .

Tieni sempre conto della sensibilità del tuo cliente. E mi spiego meglio.
Se fai molti trattamenti dimagranti… Evita di dare della “cicciona” alle tue clienti.
Dirai… Elementare Watson… Io ti dico invece di riflettere sempre bene su quello che scrivi!
Si fa fatica a fare un cliente, basta un secondo per perderne 100! 

Infine un’ultima considerazione.
FACEBOOK di dà anche la possibilità di valutare quanto sono stati ritenuti interessanti i tuoi post pubblicati. Numero di visualizzazioni, click su testo e foto, condivisioni avute. Facendo un’attenta analisi potrai capire in quali giorni e in quali fasce orarie il tuo pubblico li apprezzerà di più.

Non c’è una ricetta magica che vale per tutte le stagioni, anche se in linea di massima le fasce orarie più strategiche sono quelle della pausa pranzo e prima della cena serale (nel weekend l’interazione è maggiore anche nelle ore della mattina).
Ma vedrai che un contenuto ritenuto interessante avrà un buon impatto anche nel resto della giornata. 

Le 5 Mosse del Successo dei “Tori a Pamplona”
28 Ago

Fabri Fibra forse non vincerà neanche un Grammy Awards (gli oscar della musica)..solo il tempo ce lo dirà.
Di una cosa sono certo: sta dimostrando di avere molte carte in regola per diventare buon Imprenditore.

Questo te lo dico perché ho analizzato il modo con cui ha Progettato e Lanciato il suo Brand.

Vuoi sapere quali sono le sue 5 mosse vincenti? 

1) Sa creare partnership e attira Testimonial.
In molte canzoni o video riesce a coinvolgere i personaggi del momento. Lo ha fatto già in passato con Gianna Nannini, Federico Zampaglione, Luca Carboni e Neffa.
La gente ama i Testimonial e li reputa sufficienti spesso ad attribuire credibilità ad un Brand.
Creare una Partnership non è facile come dirlo.
La difficoltà quando ti serve un Testimonial è convincere il Testimonial che tu puoi essere utile a LUI.

2) Trova “il male odierno”
Questa è una grande verità per piacere alla gente: metti in evidenza tutto ciò che non va e che fa paura, in modo da empatizzare con il pubblico:
“Un matto gira in centro in mutande con in mano un machete”, “ lavoravo in un ufficio giuro stavo diventando pazzo ci pagavo a male pena l’affitto”, “in tv sento parlare di Isis, su nel cielo guarda volano missili”
O come le parole dell’inciso: SIAMO COME TORI A PAMPLONA, ovvero la nostra società è messa sotto attacco da pericoli esterni (come quando vengono lasciati correre in strada i tori a Pamplona)
Alle persone piace chi è simile a loro, chi la stesse difficoltà perché riesce meglio a identificarsi e riconoscersi.
Questo ti fa ottenere uno dei risultati più importanti per creare un Brand: CREARE il tuo PUBBLICO!

3) Ha capito la differenza tra fare una canzone perché deve essere venduta, e non perché deve piacere

In altre parole, la domanda da farsi è :

E’ il miglior prodotto che diventa più popolare o è quello più popolare che diventa il migliore?
Sono portato a credere,forse personalmente mi verrebbe da aggiungere “purtroppo”, che sia la seconda ipotesi quella vincente
Per vendere bisogna conoscere BENE il target di riferimento e sapere cosa vuole.
Ma non te la puoi cavare semplicemente chiedendolo ai tuoi clienti, perché spesso il consumatore medio non sa cosa non va fino a quando non glielo fai vedere
In altre parole: pensa a vendere non alla creatività o alla qualità.
Ma la qualità chi la decide?
Molto difficile dirlo, soprattutto nel mondo ‘creativo’ della musica dove la maggior parte del pubblico impara a ‘farsi piacere’ le cose in funzione della popolarità che hanno.

4) Si è Posizionato sul mercato Differenziandosi. 
I cantanti cercano di fare quello che cercano di fare il 99 % degli imprenditori: Canzoni sempre più belle con voci sempre più belle.
Esattamente come succede nel mercato.
Piccolo problema: nel mercato non vince il prodotto migliore, ma il Brand migliore.
Ovvero: sul mercato non vince chi ha la miglior estensione vocale, vince chi vendi di più.
Fabri Fibra ha capito che non conta nulla fare musica se NON hai un pubblico di Fan e se non hai un Brand.
Quanto conta il Brand? E quanto conta VERAMENTE la qualità del prodotto?

Ti faccio un esempio molto attuale facendoti una provocazione:

Prendi Vasco Rossi e le sue ultime dieci canzoni: secondo te se le cantavo io, sarei riuscito a mettere al Modena Park 220.000 fan?

E ancora: sei d’accordo che Vasco Rossi ha un brand talmente affermato che si può permettere di stonare e di scrivere anche qualche canzone ♬.

5) Ha capito l’importanza dell’intrattenimento nella vendita  .
Si è fatto la domanda più importante:
‘Cosa compra davvero la gente da me?’
La gente compra musica per ascoltarla?
O per ballarla?
O per appartenere ad un gruppo?
O per cantarla?
O per GUARDARLA?

Come imprenditore si è fatto una domanda diversa da quelle che spesso i suoi competitor si fanno.
Fabri Fibra ha capito che NON vende canzoni, vende ‘un’esperienza’, la condivisione dei temi comuni del malcostume della nostra società, l’appartenenza ad un gruppo, uno ‘status’.
Per cui,per quanto possano sembrare canzoni un po’ da “bimbo minchia”, in realtà sta avendo un enorme successo..e quindi..HA RAGIONE LUI!!!!! 

La morale è questa: Non conta quello che fai e quello per cui hai studiato, il tuo VERO lavoro deve essere uno solo: IL CREATORE di BRAND.

L’Invenzione del Secolo con cui si  Gestisce il tuo Centro
28 Ago
Dieci anni fa Steve Jobs, il padre di Apple, svelò al mondo l’unico oggetto tecnologico che insieme al computer ha trasformato il nostro modo di lavorare, di comunicare e di vivere: l’iPhone. E’ l’unico oggetto che è stato in grado di trasformare la nostra quotidianità.

Oggi sembra normalità, ma nel 2007 non lo era. Il cellulare era concepito sostanzialmente per chiamare e mandare Sms. Si poteva fare qualche foto di pessima qualità, qualche gioco, usare sveglia e la calcolatrice e poco altro ancora.
Ecco perché la storia dell’iPhone  non è paragonabile a quella di un comune telefono.

La storia inizia a gennaio del 2007 (verrà poi lanciato sul mercato nel mese di giugno) presso il Moscone Center di San Francisco, quando Jobs sorprese la folla : “Oggi Apple reinventa il telefono“, prima di mostrare il prodotto che riuniva le funzioni di un lettore musicale, un device per navigare in rete e controllare le email e, ovviamente, anche per telefonare (non più come funzione principale!).

Un display da 3,5 pollici (che oggi sembra improponibile, ma all’epoca era considerato ampio), niente tastiera e spazio al touchscreen, cioè al potere delle dita, che per il padre di Apple erano il miglior puntatore in assoluto. Questo era iPhone 2, un modello inedito che in pochi anni ha spiazzato via dal mercato storici concorrenti come Nokia, Blackberry e Motorola.
Sembrava una sfida impossibile, che in molti hanno deciso di non cogliere, mentre Apple è diventata il brand più rilevante e quotato del mercato .

 La forza dell’iPhone è stata quella di migliorare nel tempo la semplicità d’uso dell’apparecchio, che ha permesso al marchio di superare quota 1 miliardo alla voce vendite e garantito oltre il 60% del fatturato di Apple. L’iPhone è diventato uno status symbol, non economico, ma comunque alla portata di tutti.
E il successo è stato amplificato dall’avvento di App Store nel 2008, la piattaforma digitale per scaricare applicazioni, gratuite e a pagamento, con cui interagire via iPhone e tutti gli altri dispositivi del marchio della mela. Giocoforza oggi chi ha un computer Mac, un iPad e un iPhone può collegare tutti gli apparecchi tra loro!

La sola certezza, al momento, è che nessun altro smartphone riuscirà a oscurare la grandezza, raggiunta dall’iPhone.
Anche per coloro che non sono grandi fan dell’azienda californiana, i prodotti Apple sono riconoscibili a vista d’occhio, grazie al design unico e allo storico logo della mela addentata.
L’influenza di questo marchio è talmente forte che spesso nel linguaggio comune si usa anche la parola Apple per parlare dei suoi prodotti… Cosa che avviene soltanto quando un marchio è realmente di grande impatto nella mente di tutto.
Un po’ come lo Scottex diventato un vero e proprio sinonimo di carta assorbente!

Oggi l’iPhone o comunque qualsiasi altro smartphone presente sul mercato è uno dei tuoi alleati nella GESTIONE del tuo centro estetico o del tuo salone .

Puoi fissare l’agenda degli appuntamenti, controllare le mail, rispondere su Whatsapp, ma anche postare materiale su Facebook  e ovviamente interagire con le tue clienti.
Puoi sfruttare questo strumento anche per valorizzare il tuo piano di sviluppo marketing, per programmare le tue uscite sui social, per raccontare qualcosa di te e della tua attività.
Oggi è maledettamente importante riuscire a cogliere le opportunità che la tecnologia ti regala!
La tecnologia non migliora la tua specializzazione, ma ti consente di farti conoscere anche fuori dalle tue quattro mura.

A questo punto sei pronta a metterti in gioco? 

Ti aspettiamo!

SE NON TI INTERESSA DAVVERO ESSERE UNA VERA IMPRENDITRICE
28 Ago

…NOI NON SIAMO PER TE!

Scrivo questo articolo sotto richiesta della mia socia, Anna Demattei – Responsabile Commerciale di GnB, che è colei con la quale tu di solito hai il primo contatto.
Tu sai che noi abbiamo creato la categoria della Consulenza Personalizzata, della Consulenza Sartoriale, quella cucita su misura per Te. 

Per questo tante volte succede che le persone iniziano il colloquio con Anna, che è una telefonata senza impegno, pensando che noi siamo lì per fare una consulenza di aiuto, una consulenza di sfogo.

A noi piacerebbe, ma purtroppo questo NON è il nostro lavoro.

E allora ho scritto questo articolo per farti capire con esattezza qual è lo scopo del nostro lavoro e qual è la modalità di interazione che ci deve essere fra di noi.

☞ 1/
La prima cosa che devo dirti, a malincuore, è che se tu pensi di rivolgerti a noi per delegare tutto il tuo marketing, purtroppo questo NON è il nostro lavoro.

☞ 2/
Se tu pensi di delegare a noi il tuo lavoro per non metterti in gioco tu, se pensi di non essere tu la vera protagonista dei tuoi risultati, e pretendere che facciamo noi il lavoro per te, ci mettiamo in gioco per te, ci mettiamo la faccia per te:
• nella gestione dello staff,
• nella gestione dei problemi,
• nei momenti di difficoltà,
a me purtroppo dispiace…ma anche questo NON è il nostro lavoro.

☞ 3/
Se tu pensi che noi abbiamo una bacchetta magica grazie alla quale MIRACOLOSAMENTE tutte le cose si mettono a posto, mi dispiace, non funziona così.
Tu sai che noi non abbiamo contratti vincolanti, capestri, noi non ti chiediamo anticipi particolari per entrare nel percorso di lavoro con noi, non ci devi pagare un anno anticipato, il 30% prima…Niente di tutto questo!!
Noi non siamo come gli altri, noi siamo diversi da questo punto di vista qui.

Noi ci mettiamo in gioco INSIEME A TE, ci prendiamo i rischi INSIEME A TE.

Anzi siamo noi che rischiamo in realtà perché tu puoi iniziare e smettere quando ti pare, e non ti chiediamo nessuna anticipo, ci paghi mese per mese.

Io tutti i mesi rischio che tu interrompa il rapporto con noi e tutti i mesi io mi metto in gioco perché SE TU SEI CONTENTA E IL RISULTATO TI SODDISFA ANDIAMO AVANTI, altrimenti smetti.

✐ Come ha detto un nostro cliente che lavora con noi da un po’ di tempo – Paolo Pirola :

“non ho mai visto una cosa così, perché di solito tutte le aziende di consulenza, di formazione ti chiedono e ti vincolano proprio per garantirsi i soldi e il cachet”.

Noi – io & il mio team – siccome siamo sicuri della bontà del nostro lavoro e dei risultati che ti diamo NON ABBIAMO BISOGNO DI VINCOLARTI chiedendoti del denaro, ma tutt’altro, rischiamo noi al posto tuo, i veri rischi li corriamo noi.

 Noi non possiamo darti risultato se tu Non vuoi cambiare le tue abitudini.

Noi non possiamo aiutarti se continui a seguire quelle abitudini scorrette che fino ad oggi ti hanno messo in difficoltà, ti hanno messo nella merda.

Non puoi cambiare le cose all’interno del tuo centro, mantenendo le abitudini scorrette che ti hanno portato pesantemente fino a questo punto.

E’ ovvio che se farai le stesse azioni che ti hanno portato fin qui otterrai i soliti risultati, quindi le cose non cambiano.

Il cambiamento presuppone che tu prenda un’altra strada, che tu cambi comportamenti e che tu cambi abitudini. Solo così riesci ad ottenere risultati.

Quindi non puoi cambiare la tua vita professionale e i tuoi risultati con la stessa testa che ti ha portato a questi risultati di basso livello .

Quindi se Non ti interessa fare questo, se Non ti interessa essere una VERA IMPRENDITRICE che ha il controllo della sua azienda, che sa di cosa si parla e cosa si deve fare, purtroppo Tu Non sei per Noi.

Non a caso Anna sostiene con te UN PRIMO APPUNTAMENTO TELEFONICO dandoti un tempo ben preciso di un quarto d’ora .

15 minuti sono nettamente sufficienti con le domande che ti fa Anna per capire se NOI SIAMO GIUSTI PER TE.

15 minuti con le domande della Formula Vincente, sono nettamente abbondanti per capire se tu sei adatta a noi, se tra noi ci può essere una relazione, se il lavoro lo possiamo fare insieme o no.

Anna non ha problemi a dirti “No, guarda, lascia stare perché tu non fai per noi. Noi non siamo adatti a te. Questa relazione professionale non s’ha da fare (come dissero i Bravi a Don Abbondio)” ☆.

Noi vogliamo costruire una relazione di lungo periodo con Vere Imprenditrici che vogliono affrontare insieme a noi un cammino.

Quindi noi vogliamo solamente clienti che siano Vere Imprenditrici, che siano intelligenti, che pensino che vogliono cambiare veramente le cose, che vogliono impostare qualcosa di lungo periodo .

Noi vogliamo lavorare solo con persone che vogliono diventare Vere Imprenditrici. Le imprenditrici Guadagnare nel Beauty, le Imprenditrici TUOMetodo :

Guadagni di +, Lavori meglio, Lavori – .

Rileggi questo articolo se c’è qualcosa che non hai capito, cerca di capire fino in fondo cosa vuoi, quando ti senti con Anna al telefono hai un quarto d’ora di tempo che è abbondantemente sufficiente per chiarirti le idee e trovare insieme la strada giusta.

NOI TI DIAMO LA CARICA, MA TU SEI PRONTA A METTERTI IN GIOCO?

 

Caproni di Nome e di Fatto
26 Giu

Nel 2009 Facebook scarta dall’organico due giovani programmatori, salvo poi acquistare qualche anno dopo la loro nuova società “WhatsApp” (vi dice qualcosa vero???) per 14 miliardi di euro.

Ma anche in Francia non hanno fatto meglio! Lo scorso anno le ferrovie transalpine hanno ordinato 2000 nuovi treni regionali per un investimento complessivo da diversi miliardi di euro. Ebbene alla prova dei fatti i vagoni erano troppo larghi e non entravano nelle banchine  .
Morale della favola… Altri 50 milioni di spesa per risolvere il problema!

☞ Ebbene ci sono errori che hanno ripercussioni profonde nel nostro sistema economico (e che spesso ricadono anche nelle nostre tasche!).

Ma ci sono errori o gaffe, solo all’apparenza più banali, che invece hanno ripercussioni sulla nostra REPUTAZIONE!

Forse ne hai sentito parlare in questi giorni in tv, su internet o sui social network.

Il sito del Ministero della Pubblica Istruzione ha pubblicato sul proprio sito la parola “TRACCIE” riferendosi agli argomenti dell’esame di maturità di questo 2017.

☞ Un errore da seconda elementare. Altro che maturità! Anche un bambino sa benissimo che la parola traccia, se scritta al plurale, prevede la contrazione in E finale. Quindi semplicemente TRACCE.

L’errore non è passato inosservato nemmeno all’esercito di studenti impegnati con l’esame di fine corso.

In questo caso non si tratta ovviamente di un danno da milioni di euro, ma di un problema di credibilità del Ministero… Che dovrebbe occuparsi di Istruzione!

Un po’ come se nel tuo centro estetico togliessi i famigerati baffetti ad una signora, salvo poi lasciarne uno pungente…!

La foto dell’errore del Ministero ha fatto subito il giro del mondo.
Il Ministero ha corretto la frase e si è scusato.

Colpa della società di informatica che gestisce in queste ore gli aggiornamenti della pagina web dedicata agli esami di maturità (ovviamente nessuno ha controllato!).

«Abbiamo visto il refuso sul sito degli esami di Stato e siamo subito intervenuti — si legge nella nota diffusa dal Miur — si tratta di un errore di battitura, che naturalmente non doveva esserci».

E meno male che si parla di cultura!

Una beffa per tutti gli studenti ansiosi in vista della prova di Italiano che cercando lumi sul sito dedicato agli Esami di Stato non hanno trovato nulla di utile ma hanno avuto modo di farsi una bella risata.

 Sarà stato uno scherzo del destino, ma quest’anno una delle prove di esame di italiano, quella relativa all’analisi del testo, ha riguardato il poeta e critico letterario Giorgio Caproni con la poesia “Versicoli quasi ecologici”.

E anche in questo caso i commenti sarcastici non sono certo mancati.

A questo punto una domanda sorge spontanea!

Come si comporteranno le commissioni di esame con gli studenti che commetteranno qualche errore di ortografia durante il tema?

A questo giro un bel “Caproni” il Ministero se l’è proprio meritato!